Archive for May, 2009

Eurodisney da "grandi"

31 May 2009

Nonostante voci di corridoio sussurrino che Eurodisney (o meglio, Disneyland Resort Paris) sia in crisi a causa di n’importe quoi, noi ci siamo andati e nel momento in cui abbiamo varcato la soglia, abbiamo smesso i panni dei 25enni. Forse 25 anni li avevamo in due, a farla grande.

Il mondo Disney è magico e riporta indietro nel tempo, però visto che di solito il tempo stringe (e il biglietto d’entrata è salato), vogliamo consigliarvi un itinerario per “bambini grandi”, per godervi tutte le attrazioni da brivido e le scariche di adrenalina che il parco propone.
Se non avete lo stomaco debole!

Il primo consiglio per approfittare di tutta la giornata è arrivare un po’ prima dell’apertura (il parco apre alle 10h00 e dista circa mezz’ora di treno da Parigi, quindi puntate la sveglia alle 7h30) e comprare i biglietti online. In questo modo, potrete evitare la fila e, se siete fortunati come noi, beccarvi anche una riduzione sul biglietto.
Bevetevi una bella dose di caffè forte e munitevi di Moment per superare i momenti in cui il vostro corpo sembra dire basta!

Pronti? Via!
Partite dai Walt Disney Studios, la parte più piccola e più nuova con le giostre da grandi!
Appena entrati, però, fermatevi pure un attimino ad abbracciare i personaggi Disney e a farvi un milione di foto! Sappiate che se non siete bambini, i personaggi vi prenderanno un sacco in giro!

Attrazioni da non perdere (elencate nell’ordine in cui le abbiamo provate):
-Rock’n'Roller Coaster starring Aerosmith: montagne russe al buio, con musica rock e partenze da astronave con il countdown di Steven Tyler.
-The Hollywood Tower Hotel: probabilmente una delle nostre preferite. Nell’ambientazione anni ‘30 di un hotel fatiscente, concierge da brivido (e con degli strani tic) vi fanno salire su un ascensore che precipita per 13 piani, poi risale, riprecipita e vi sballotta di qua e di là! Toglie il fiato!
-Studio Tram Tour: un viaggio in autobus per vedere effetti speciali spettacolari, tipo un camion che prende fuoco a pochi metri da voi.
-Crush’s Coaster: un’altra attrazione nella nostra top five, montagne russe ispirate a “Finding Nemo”, con una particolarità. I gusci di tartaruga sui quali siete seduti, ruotano di 360°, contribuendo ad aumentare la sensazione di vomito imminente! Wow!

A questo punto avrete esaurito la mattinata. Siete pronti per il parco principale, cioè Disneyland Park. Vi diamo il permesso di mangiare qualcosina…ma state leggeri!
Dopo pranzo, andate subito al Phantom Manor, il classico tunnel dell’orrore, per stare tranquilli e digerire con calma. L’attrazione è molto bella e curata, inoltre, se si considera che è del 1992, gli effetti speciali sono da urlo!
Poi:
-Big Thunder Mountain: purtroppo mentre eravamo in fila, c’è stato un problema tecnico e l’attrazione ha chiuso. E’ stato tuttavia piacevole vedere i malcapitati fermi sotto il sole dentro il loro carrello da miniera.
-Pirates of the Caribbean: un tuffo nel mondo dei pirati, attenzione agli schizzi!
-Indiana Jones and the Temple of Peril: montagne russe tra rovine e serpenti a sonagli.
-Space Mountain, mission 2: ancora montagne russe. Vi sparano con un cannone e poi vi fate un trip di laser e luci colorate.
-Star Tours: un simulatore di volo che vi porta nel mondo di “Star Wars”
-Buzz Lightyear Laser Blast: l’unica giostra da bambini che ci siamo concessi. Con delle pistole laser potrete sparare davvero a dei mostri plasticosi che spuntano dal buio. Divertente!

Noi abbiamo concluso la giornata con un pieno di caramelle e una parata di personaggi impazziti che ballavano. E ballavamo anche noi, storditi come Alice dopo la Maratonda.
Si tratta solo di tener botta fino alla fine, per poi trascinarvi al treno che vi riporterà nel mondo reale. E non ne avrete mai abbastanza perchè noi ci vorremmo ritornare già domani!

Eurodisney da “grandi”

31 May 2009

Nonostante voci di corridoio sussurrino che Eurodisney (o meglio, Disneyland Resort Paris) sia in crisi a causa di n’importe quoi, noi ci siamo andati e nel momento in cui abbiamo varcato la soglia, abbiamo smesso i panni dei 25enni. Forse 25 anni li avevamo in due, a farla grande.

Il mondo Disney è magico e riporta indietro nel tempo, però visto che di solito il tempo stringe (e il biglietto d’entrata è salato), vogliamo consigliarvi un itinerario per “bambini grandi”, per godervi tutte le attrazioni da brivido e le scariche di adrenalina che il parco propone.
Se non avete lo stomaco debole!

Il primo consiglio per approfittare di tutta la giornata è arrivare un po’ prima dell’apertura (il parco apre alle 10h00 e dista circa mezz’ora di treno da Parigi, quindi puntate la sveglia alle 7h30) e comprare i biglietti online. In questo modo, potrete evitare la fila e, se siete fortunati come noi, beccarvi anche una riduzione sul biglietto.
Bevetevi una bella dose di caffè forte e munitevi di Moment per superare i momenti in cui il vostro corpo sembra dire basta!

Pronti? Via!
Partite dai Walt Disney Studios, la parte più piccola e più nuova con le giostre da grandi!
Appena entrati, però, fermatevi pure un attimino ad abbracciare i personaggi Disney e a farvi un milione di foto! Sappiate che se non siete bambini, i personaggi vi prenderanno un sacco in giro!

Attrazioni da non perdere (elencate nell’ordine in cui le abbiamo provate):
-Rock’n'Roller Coaster starring Aerosmith: montagne russe al buio, con musica rock e partenze da astronave con il countdown di Steven Tyler.
-The Hollywood Tower Hotel: probabilmente una delle nostre preferite. Nell’ambientazione anni ‘30 di un hotel fatiscente, concierge da brivido (e con degli strani tic) vi fanno salire su un ascensore che precipita per 13 piani, poi risale, riprecipita e vi sballotta di qua e di là! Toglie il fiato!
-Studio Tram Tour: un viaggio in autobus per vedere effetti speciali spettacolari, tipo un camion che prende fuoco a pochi metri da voi.
-Crush’s Coaster: un’altra attrazione nella nostra top five, montagne russe ispirate a “Finding Nemo”, con una particolarità. I gusci di tartaruga sui quali siete seduti, ruotano di 360°, contribuendo ad aumentare la sensazione di vomito imminente! Wow!

A questo punto avrete esaurito la mattinata. Siete pronti per il parco principale, cioè Disneyland Park. Vi diamo il permesso di mangiare qualcosina…ma state leggeri!
Dopo pranzo, andate subito al Phantom Manor, il classico tunnel dell’orrore, per stare tranquilli e digerire con calma. L’attrazione è molto bella e curata, inoltre, se si considera che è del 1992, gli effetti speciali sono da urlo!
Poi:
-Big Thunder Mountain: purtroppo mentre eravamo in fila, c’è stato un problema tecnico e l’attrazione ha chiuso. E’ stato tuttavia piacevole vedere i malcapitati fermi sotto il sole dentro il loro carrello da miniera.
-Pirates of the Caribbean: un tuffo nel mondo dei pirati, attenzione agli schizzi!
-Indiana Jones and the Temple of Peril: montagne russe tra rovine e serpenti a sonagli.
-Space Mountain, mission 2: ancora montagne russe. Vi sparano con un cannone e poi vi fate un trip di laser e luci colorate.
-Star Tours: un simulatore di volo che vi porta nel mondo di “Star Wars”
-Buzz Lightyear Laser Blast: l’unica giostra da bambini che ci siamo concessi. Con delle pistole laser potrete sparare davvero a dei mostri plasticosi che spuntano dal buio. Divertente!

Noi abbiamo concluso la giornata con un pieno di caramelle e una parata di personaggi impazziti che ballavano. E ballavamo anche noi, storditi come Alice dopo la Maratonda.
Si tratta solo di tener botta fino alla fine, per poi trascinarvi al treno che vi riporterà nel mondo reale. E non ne avrete mai abbastanza perchè noi ci vorremmo ritornare già domani!

Wired n.4 – enjoy the silence

26 May 2009

wired-06-09

Quella sera per gli altri era mattina e la nostra linea telefonica rimbalzava nei quattro angoli del mondo miracolosamente perfetta.

Io ero a Londra, il nostro art director David a Milano, il professor Hugh Herr nel suo ufficio al Mit di Boston e la modella Aimee Mullins a Los Angeles.

«Ci siamo tutti?».

La telefonata era stata preceduta da una mail accorata che Hugh e Aimee ci avevano mandato poche ore prima. Per fermare tutto. Un lavoro di sei mesi. «Vogliamo fare una foto storica, una foto importante, che faccia pensare il mondo ma non possiamo fare qualcosa di sexual o titillating», ci avevano scritto bocciando l’ipotesi di impersonare Adamo ed Eva 2.0. «Parliamone asap».

E in quella telefonata a quattro Aimee e Hugh ci hanno spiegato cosa vuol dire per loro vivere con quelle protesi meravigliose del Mit al posto delle gambe.

Vuol dire innanzitutto vivere.

Per questo la foto di Wired doveva avere dei caratteri precisi.

Doveva essere Poetica, Eroica, Fiera, Coraggiosa Tecnologica, Avveniristica Provocatoria, Più forte di tutto. Profondamente umana.

Qualche giorno dopo a New York è stata scattata la foto che avete visto in copertina. Una foto storica perché la storia che racconta la porteremo sempre nel cuore.

Caro Professore, carissima Aimee, ce l’abbiamo fatta. Un abbraccio dall’Italia. 

(editoriale LogIn di Riccardo Luna)

Wired n.4 – enjoy the silence

26 May 2009

wired-06-09

Quella sera per gli altri era mattina e la nostra linea telefonica rimbalzava nei quattro angoli del mondo miracolosamente perfetta.

Io ero a Londra, il nostro art director David a Milano, il professor Hugh Herr nel suo ufficio al Mit di Boston e la modella Aimee Mullins a Los Angeles.

«Ci siamo tutti?».

La telefonata era stata preceduta da una mail accorata che Hugh e Aimee ci avevano mandato poche ore prima. Per fermare tutto. Un lavoro di sei mesi. «Vogliamo fare una foto storica, una foto importante, che faccia pensare il mondo ma non possiamo fare qualcosa di sexual o titillating», ci avevano scritto bocciando l’ipotesi di impersonare Adamo ed Eva 2.0. «Parliamone asap».

E in quella telefonata a quattro Aimee e Hugh ci hanno spiegato cosa vuol dire per loro vivere con quelle protesi meravigliose del Mit al posto delle gambe.

Vuol dire innanzitutto vivere.

Per questo la foto di Wired doveva avere dei caratteri precisi.

Doveva essere Poetica, Eroica, Fiera, Coraggiosa Tecnologica, Avveniristica Provocatoria, Più forte di tutto. Profondamente umana.

Qualche giorno dopo a New York è stata scattata la foto che avete visto in copertina. Una foto storica perché la storia che racconta la porteremo sempre nel cuore.

Caro Professore, carissima Aimee, ce l’abbiamo fatta. Un abbraccio dall’Italia. 

(editoriale LogIn di Riccardo Luna)

Sono un italiano vero?

22 May 2009

Ieri era vacanza. Che bello.

Abbiamo deciso di fare i tipici italiani all’estero e siamo andati a mangiare da “Caldo Freddo”, un localino simpatico in Rue de Montorgueil.

Mangiare, abbiamo mangiato benissimo.

Purtroppo pero’ noi in realtà non siamo gli italiani tipici che si incontrano all’estero e devono per forza fare amicizia.
Di conseguenza, se il padrone del locale comincia a farci il terzo grado perchè è contentissimo di avere dei veri italiani come clienti, a noi girano le balle.
Se poi, forte di questo, si permette di sbagliare le ordinazioni e di farci aspettare tre quarti d’ora per riscaldare un panino e poi si giustifica con un “daidai….poi ti offro un caffè” (e non lo offre!), allora con noi ha chiuso.

Pero’ abbiamo mangiato davvero bene, niente da dire.

by Google Maps

by Google Maps


cosa sarà quella foccocia? mah…

Caldo Freddo
34, rue de Montorgueil
75001 Paris
M: Etienne Marcel

*veg friendly