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I vitelloni nel Far West

11 July 2009

Tex Willer

Tex Willer


Nonostante le nostre valigie siano al momento vuote e riposte sotto i letti (ancora per poco), non vogliamo privarvi delle nostre perle di saggezza (e modestia!), quindi vi parleremo di usi e costumi degli autoctoni della nostra città natale. Che poi autoctoni siamo anche noi, quindi è perfetto.

Il momento peggiore in cui capitare a SddP è proprio questo.
Non c’è nessuno perchè vanno tutti a Jesolo. Che bello.
C’è chi dice che le città d’estate siano affascinanti. Evidentemente non è mai passato per di qua. Sddp non è affascinante, fa paura. Provate ad uscire ad una qualsiasi ora di un qualsiasi pomeriggio di un qualsiasi giorno della settimana.
Sopra di voi cominceranno volare gli avvoltoi e lo sceriffo (o vigile di quartiere) vi inviterà a bere qualcosa nel saloon. Siamo nel Far West. Mettiamo che vi viene voglia di fare shopping, siete intellettuali e volete comprare un libro. Cercate una libreria. Appunto, UNA libreria. Non c’è scelta. Per fortuna il proprietario è Michael Bolton.
Acquistati i vostri fardelli di cultura, vi consigliamo di proseguire il vostro itinerario verso sinistra. Verso la piazza principale della città…oooohhhh! Non lasciatevi spaventare dal…ehm…monumento al centro. E’ inoffensivo, non morde. Anzi, poverino, da anni funge da punto di ritrovo per la gioventù che ci si arrampica per mangiare il gelato.
A proposito di gioventù. Sotto i portici, a sinistra, la meravigliosa biblioteca dove le nuove leve di SddP vanno a studiare. Nuove leve…oddio, alcuni hanno una certa età, sono i classici simpaticoni fuori corso. Ahahahah!!! Gente su cui circolano delle leggende metropolitane. Poi…anche studiare è un parolone. La maggior parte arriva, molla la giacchetta sulla sedia per occupare il posto e poi? Beh, pausa!
Di 40 minuti.
Poi torna, ride e scherza con gli amici, abbassa la testolina affaticata sul libro per 20 minuti. E poi? Beh, pausa!
In questo modo, chi in biblioteca ci va per studiare davvero, trova tutti i posti occupati da giacche e zaini, certamente più concentrati dei rispettivi proprietari. E fa sorridere la notizia di una petizione firmata e controfirmata dai suddetti sgobboni, per far fronte alla minaccia di una riduzione degli orari di apertura.
Giustissima la causa, ma come direbbe qualcuno…”Nooo, non devi firmare le petizioni…devi studiareee”. E questa battuta, vi anticipiamo che la capiremo in tre.

Dopo un intenso pomeriggio di studio matto e disperatissimo, vi verrà voglia di uno spritz. Ed è qui che SddP STUPISCE. Un bar per abitante. Siccome di solito abbiamo fame, scegliamo in base a “dove ti danno qualcosa da mangiare”. Esclusi quindi i pop-corn stantii del primo bar (peccato perchè è bello), escluso il secondo bar per motivi logistici (non ci piace la gente), andiamo verso il terzo bar dove da mangiare c’è il ben di dio, ma l’età della clientela si alza pericolosamente.
Per sentirvi dei giovincelli.

(questa volta però non scriviamo gli indirizzi dei locali)

Noi tra due settimane ri-abbandoniamo il nido.
E voi?

Un lungo weekend di paura

13 May 2009
La Perle

La Perle

Se qualcuno vi invita a bere un aperitivo, niente di male.
Se pero’ qualcuno vi invita a bere un aperitivo in un locale chiamato “La Perle”, sappiate che è un luogo di perdizione, che l’aperitivo si trasformerà in otto aperitivi, poi in una cena e poi ancora in un dopocena. Divertentissimo, ma deleterio epaticamente e finanziariamente parlando.

 

Tutti conoscono “La Perle”, tutti ci vanno e ci passano le ore. Cos’ha di speciale? NIENTE. E’, anzi, piuttosto squallido e la cameriera con i capelli rossi ha un problema ossessivo-compulsivo con lo straccio. Pulisce il bancone nel lasso di tempo in cui voi alzate il bicchiere per bere e vi guarda anche male.

Non comprendiamo l’attrattiva di quel luogo, eppure ci torniamo SEMPRE. Evidentemente è qualcosa di subliminale.

Sabato sera il nostro multiaperitivo si è ben presto trasformato in una cena ed è cosi’ che abbiamo scoperto un altro luogo di perdizione, dove pero’ abbiamo mangiato benissimo e ci siamo anche divertiti.

Chez Janou

Chez Janou

Il ristorante si chiama “Chez Janou” e se c’è la fila fuori no problem. Vi tenteranno nell’attesa con un bicchiere di vino. E uno.
Dentro non c’è molto spazio. O meglio, hanno messo un numero imbarazzante di tavoli. Noi eravamo in quattro, praticamente uno sopra l’altro. E il vicino mi ha aiutato galantemente a togliermi la giacca.
Pero’ si mangia davvero bene (soprattutto, mi hanno detto, la carne), i camerieri sono dei simpaticoni e l’ambiente è caldo e chiassoso.

A un certo punto della serata, ci hanno gentilmente chiesto se potevamo cambiare tavolo perchè era arrivata una comitiva. La cosa ci ha inizialmente indisposto.
E loro lo sapevano. Da quel momento in poi, non hanno più smesso di offrirci da bere (E due. E tre. E quattro.). Digestivi e ammazzacaffé. Per dimenticare. E ci hanno anche regalato delle caramelle.

Da provare assolutamente la mousse au chocolat: ve ne portano un catino, sapendo benissimo che non riuscirete a finirla tutta! Ma è qualcosa di paradisiaco!

Andateci e vi divertirete!
Ottimo vino, ottima musica, ottimo cibo e ottima compagnia (ma questo dipende da voi…)!

by Google Maps

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La Perle
78, Rue Vieille du Temple
75003 Paris
M: Saint Paul, Filles du Calvaire

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Chez Janou
2, Rue Roger Verlomme
75003 Paris
M: Chemin Vert

*veg friendly, ma non troppo

Vin Rouge!

20 April 2009

Jean-Bernard

Secondo noi, non c’è niente di meglio di un buon bicchiere di vino sorseggiato nella tranquillità di una terrasse parigina.

Se poi siamo nel pieno della primavera, e il locale che vi consigliamo si affaccia su un passage assolato…vi assicuriamo che farete fatica ad alzarvi (anche a causa del vino!!!).

Stiamo parlando di “Jean-Bernard A.O.C.“. Oltre ai vini (compreso il vin du moment che costa meno), vengono proposti assaggi di prelibatezze, formaggi e salumi che possono poi essere acquistati all’interno.

Se non avete voglia di spendere troppo, sappiate che vi portano una ciotola di olive nere!

by Google Maps

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Jean-Bernard A.O.C.

157, rue Saint Martin

75003, Paris

M: Rambuteau