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“Giuseppina, non ti lavare. Torno tra 5 giorni”

23 June 2009

La febbra

La febbra


Quando si parla dei Parigini, si dice malignamente che sono stronzi e sporchi.
Del primo stereotipo abbiamo già abbondantemente parlato, sfatandolo, del secondo…beh, il discorso è un po’ più delicato. E la frase di Napoleone nel titolo lo dimostra.
Anche se non hanno il bidet e non ne sentono assolutamente la mancanza (siamo noi latini ad avere questa fissa!!!), è un po’ esagerato dire che sono sporchi…piuttosto diremmo che sono più rilassati.
Girano per le strade brandendo le loro baguettes come spade, raccolgono il cibo caduto per terra ci soffiano sopra e se lo mangiano come se niente fosse, non battono ciglio se la commessa del panificio si asciuga il sudore, si mette un dito nell’orecchio e poi li serve con un gran sorriso.
Nei supermercati francesi, non esistono guanti. La frutta si palpa a mani nude e via. Tanto poi a casa la lavano. O no? I bambini si rotolano sul pavimento delle métro sotto gli sguardi divertiti dei genitori, strofinando il paffuto visetto sul palo bisunto e dalla ricca fauna batterica.

Noi bambini italiani ci ricordiamo della nostra mamma accigliata che urla “cacca!” al minimo contatto delle nostre manine col suolo. Guai al solo pensiero di toccare il palo della metropolitana. Pensate che io mi faccio scudo con la manica del giubbotto. E appena esco, giù di gel antibatterico. Dicono che da quando sono arrivata in Francia, le vendite si siano impennate.

Il risultato di questo? I bambini hanno degli anticorpi grossi come mosconi. (e i genitori li mandano a scuola con 38° di febbre!)
Noi, invece, non ci siamo mai ammalati così tanto come da quando siamo a Parigi. Usciti dal bozzolo asettico di mammà, i germi ci hanno preso di mira, attaccandoci in veri e propri squadroni della morte.
Il raffreddore che gira qui, non è quello che c’è da noi. Questo è potente, dura per mesi e spesso e volentieri si trasforma o convive con qualche altro virus che approfitta delle italiche difese.
Ed è così, che il farmacista sotto casa si è arricchito notevolmente.
E le malattie che a Parigi ormai da tempo battono la fiacca, con noi hanno fatto dei festoni.

Tonsillite purulenta con pus.
Gastroenterite micidiale bubbonica. Due giorni e due notti di corse al water con interessamenti del muro, febbre alta e visioni di santi e martiri.
Congiuntivite fulminante. Occhi cisposi emananti giallo e allucinazioni psico-visive.
Infezione alla lingua (sì, è successo davvero), con impastamento del tratto orale. E ancora ci stiamo chiedendo che malattia fosse.

Per non parlare di.
Brufoli vari.
Pelle secca. Quella piacevole sensazione della faccia che cade a pezzi.
…PIDOCCHI!!! (abbiamo visto con i nostri occhi un padre spulciare il figlio, come un babbuino nella foresta pluviale. Solo che erano nel métro all’ora di punta.)

Vi abbiamo deliziato?
Speriamo che ci vorrete ancora bene, una volta tornati in Italia. Probabilmente riporteremo in giro malattie ormai estinte. Ma i nostri anticorpi adesso sono dei leoni!

Vive la France!!!

Cantare sotto le stelle

22 June 2009

Fête de la musique

Ieri, primo giorno d’estate, si è svolta a Parigi la “Fête de la musique”, cioè una figata pazzesca.

Cantanti e musicisti, professionisti e non, si sono esibiti ad ogni angolo della capitale per festeggiare l’arrivo della bella stagione (anche se qua è un po’ azzardato dire “bella”). La festa è cominciata di pomeriggio ed è continuata per tutta la notte. La gente si è divertita, ha cantato e ballato sotto le stelle, e soprattutto ha bevuto. E questo di poteva intuire dall’odore di vomito presente nei métro stamane (probabilmente dovuto al fatto che al modico prezzo di €2,50, si poteva viaggiare gratuitamente e illimitatamente per tutta la notte).

Inconvenienti:
-dato che le varie postazioni erano vicinissime, le musica si sentiva un po’ mescolata
-dato che le nostre conoscenze di musica francese si limitano a Johnny Hallyday e Serge Gainsbourg, abbiamo assistito a dei concerti, senza sapere chi fossero i cantanti. E dire che gli spettatori si strappavano i capelli di gioia!

Consigliatissima l’esibizione della band partenopea che quando se ne va, imita una sirena della polizia con la fisarmonica.

Ci siamo divertiti un sacco!
Da riprovare il prossimo anno!

Vacanze…parigine

16 June 2009

Audrey Hepburn
L’ultima settimana di maggio mi sono presa un periodo off, per godermi gli ultimi giorni da 25enne e poter entrare a scrocco nei musei.
Ho cercato di scegliere qualche meta originale, per non trovarmi sommersa di gente e per evitare l’effetto “sono talmente nervosa che non sto neanche guardando dove sono”. Naturalmente non ci sono riuscita: esperimento fallito. Pero’ mi sono vista delle cose nuove (per me) e interessanti, e soprattutto che non avrei mai visto pagando il biglietto. Spilorcia? No, assennata.

Ecco la mia settimana, cosi’ che possiate trarne degli spunti se vi va:

Lunedi’
Dopo essermi resa conto che mi ero presa un raffreddore mostruoso (naturalmente il primo giorno di vacanza), mi sono avviata verso il Centre Pompidou.
Lo so, non è nè una meta originale, nè poco conosciuta, quindi ho disobbedito da subito ai miei propositi. Pero’ a me il caro vecchio scassone piace tanto e appena posso ci vado.
Conscia del mio status di non pagante, mi sono diretta decisa -e bullandomi anche un po’- verso l’entrata del museo, dove un energumeno mi ha chiesto con sguardo inquisitore chi mi credessi di essere per non voler fare la fila. E cosi’ ho scoperto che ero comunque obbligata a farmi venti minuti di attesa per ottenere un biglietto per l’entrata gratuita. Cosa che si contraddice in termine. Bah, SPQ…F.
Una volta sventolato il biglietto davanti al naso dell’energumeno di cui sopra, ho scoperto che non avevo accesso alle mostre temporanee (una su tutte: Kandinsky), ma dovevo “accontentarmi” dell’esposizione permanente.
Che era chiusa per tre quarti.
Sconsolata, ho ammirato il panorama dall’ultimo piano, sentendomi un po’ il presidente degli Stati Uniti. Ho anche salutato con la mano, quando nessuno mi vedeva.

Martedi’
Sono partita alla volta della Maison de la Photographie. Chiusa.
Seconda tappa: il Mémorial de la Shoah. Davvero emozionante. Da vedere assolutamente.
Purtroppo a me è rimasto più in mente il nubifragio che si è scatenato una volta messo il naso fuori dall’edificio e la conseguente corsa à bout de souffle verso il métro. Una valle di lacrime.

Mercoledi’
Giornata pienissima.
Prima tappa: la casa di Victor Hugo. Ci ero passata un milione di volte di fronte e non avevo mai voglia di entrarci. Pourquoi pas?
Una volta entrata, mi sono diretta alla cassa, e…

io: “è gratuito per i minori di 26 anni, giusto?”
loro: “no…”
io (in modalità grazie lo stesso, tornero’ : “ah..ehm, uhm…pensavo…”
loro: “…è gratuito per tutti!!! Ahahhahahahhahha!”

Ovvero, come divertirsi con poco. Attenzione pero’, perchè ci rimarranno malissimo quando rifiuterete l’audioguida a pagamento. Vedrete la delusione dipingersi sui loro volti. Da sentirsi in colpa per tutta la giornata.
La mia personale opinione sulla casa di Victor Hugo? Niente di che. Poi i gusti son gusti.

Notevolissima, invece, la Maison de la Photographie! Ne vale davvero la pena. Andateci!

Pausa pranzo. Abbiamo (raggiunto il resto del team) mangiato la pizza. Non male, ma questo è un altro discorso.

Escursione del pomeriggio: Panthéon.
Come mai non ci sono andata quando abitavo li’ in parte? Boh.
Bello è bello. Il problema è che non è che ci siano poi molte cose da vedere all’interno, a parte delle tombe.
Questo diventa un problema se avete deciso di partecipare alla visita sul tetto delle 16.30 e sono le 15.32.
Momento di giubilo: la scoperta del pendolo di Foucault. Tanti anni passati sui libri di Fisica (pfff…) hanno dato buoni frutti. Pero’ dopo dieci minuti di “Esiste davvero” e “Oscilla un casino”, è imbarazzante.
Attenzione al vecchio che attacca bottone. Forse, data l’età, è proprio Foucault.

Giovedi’
Brutto tempo e raffreddore dilagante.
Escursione del giorno: Starbucks. (da provare il nuovo Frappuccino Fruits Rouges)

Venerdi’
Eurodisney! Ma di questo sapete già tutto…

Indirizzi utili
Centre Pompidou
Place Georges Pompidou
75004 Paris
M: Rambuteau

Mémorial de la Shoah
17, rue Geoffroy-l’Asnier
75004 Paris
M: Pont Marie, Saint-Paul

Maison de la Photographie
5/7 rue de Fourcy
75004 Paris
M: Saint-Paul

Panthéon
Place du Panthéon
75005 Paris
M: Maubert Mutualité
RER B: Luxembourg

Eurodisney da “grandi”

31 May 2009

Nonostante voci di corridoio sussurrino che Eurodisney (o meglio, Disneyland Resort Paris) sia in crisi a causa di n’importe quoi, noi ci siamo andati e nel momento in cui abbiamo varcato la soglia, abbiamo smesso i panni dei 25enni. Forse 25 anni li avevamo in due, a farla grande.

Il mondo Disney è magico e riporta indietro nel tempo, però visto che di solito il tempo stringe (e il biglietto d’entrata è salato), vogliamo consigliarvi un itinerario per “bambini grandi”, per godervi tutte le attrazioni da brivido e le scariche di adrenalina che il parco propone.
Se non avete lo stomaco debole!

Il primo consiglio per approfittare di tutta la giornata è arrivare un po’ prima dell’apertura (il parco apre alle 10h00 e dista circa mezz’ora di treno da Parigi, quindi puntate la sveglia alle 7h30) e comprare i biglietti online. In questo modo, potrete evitare la fila e, se siete fortunati come noi, beccarvi anche una riduzione sul biglietto.
Bevetevi una bella dose di caffè forte e munitevi di Moment per superare i momenti in cui il vostro corpo sembra dire basta!

Pronti? Via!
Partite dai Walt Disney Studios, la parte più piccola e più nuova con le giostre da grandi!
Appena entrati, però, fermatevi pure un attimino ad abbracciare i personaggi Disney e a farvi un milione di foto! Sappiate che se non siete bambini, i personaggi vi prenderanno un sacco in giro!

Attrazioni da non perdere (elencate nell’ordine in cui le abbiamo provate):
-Rock’n'Roller Coaster starring Aerosmith: montagne russe al buio, con musica rock e partenze da astronave con il countdown di Steven Tyler.
-The Hollywood Tower Hotel: probabilmente una delle nostre preferite. Nell’ambientazione anni ‘30 di un hotel fatiscente, concierge da brivido (e con degli strani tic) vi fanno salire su un ascensore che precipita per 13 piani, poi risale, riprecipita e vi sballotta di qua e di là! Toglie il fiato!
-Studio Tram Tour: un viaggio in autobus per vedere effetti speciali spettacolari, tipo un camion che prende fuoco a pochi metri da voi.
-Crush’s Coaster: un’altra attrazione nella nostra top five, montagne russe ispirate a “Finding Nemo”, con una particolarità. I gusci di tartaruga sui quali siete seduti, ruotano di 360°, contribuendo ad aumentare la sensazione di vomito imminente! Wow!

A questo punto avrete esaurito la mattinata. Siete pronti per il parco principale, cioè Disneyland Park. Vi diamo il permesso di mangiare qualcosina…ma state leggeri!
Dopo pranzo, andate subito al Phantom Manor, il classico tunnel dell’orrore, per stare tranquilli e digerire con calma. L’attrazione è molto bella e curata, inoltre, se si considera che è del 1992, gli effetti speciali sono da urlo!
Poi:
-Big Thunder Mountain: purtroppo mentre eravamo in fila, c’è stato un problema tecnico e l’attrazione ha chiuso. E’ stato tuttavia piacevole vedere i malcapitati fermi sotto il sole dentro il loro carrello da miniera.
-Pirates of the Caribbean: un tuffo nel mondo dei pirati, attenzione agli schizzi!
-Indiana Jones and the Temple of Peril: montagne russe tra rovine e serpenti a sonagli.
-Space Mountain, mission 2: ancora montagne russe. Vi sparano con un cannone e poi vi fate un trip di laser e luci colorate.
-Star Tours: un simulatore di volo che vi porta nel mondo di “Star Wars”
-Buzz Lightyear Laser Blast: l’unica giostra da bambini che ci siamo concessi. Con delle pistole laser potrete sparare davvero a dei mostri plasticosi che spuntano dal buio. Divertente!

Noi abbiamo concluso la giornata con un pieno di caramelle e una parata di personaggi impazziti che ballavano. E ballavamo anche noi, storditi come Alice dopo la Maratonda.
Si tratta solo di tener botta fino alla fine, per poi trascinarvi al treno che vi riporterà nel mondo reale. E non ne avrete mai abbastanza perchè noi ci vorremmo ritornare già domani!