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Chantilly. Crema? No, castello.

8 June 2009

Chateau de Chantilly

Chateau de Chantilly

Ogni tanto, lo sapete, abbiamo bisogno di respirare anche qualcosa che non sia smog, e ce ne andiamo a fare una gitarella fuori porta.
Sabato abbiamo scelto Chantilly, amena località della Piccardia, sede del ben più famoso castello e che, indirettamente, dà il nome alla squisita crema.
50 minuti di RER D e ci siete.

Purtroppo il Castello non è vicino alla stazione. (2km)
Purtroppo non abbiamo trovato mezzi di trasporto.
Purtroppo sabato non eravamo a giugno, ma a novembre. Pioveva e faceva un freddo cane.

Fortunatamente, camminare per Chantilly è come girovagare per quei paesini di montagna dove è obbligatorio salutarsi e dove tutti sorridono e sono pronti a dare indicazioni. E anche ad accompagnarti se necessario.
Fortunatamente Chantilly vanta un numero imbarazzante di panifici e pasticcerie (non per niente son famosi per una crema).
Fortunatamente gli “Chantilliani” hanno un senso dell’umorismo simile al nostro e ridono come pazzi per battute apparentemente non divertenti (in realtà sottili e sagaci).

Chateau de Chantilly

Chateau de Chantilly


Durante la scarpinata attraverso prati inzuppati, c’è stato un momento in cui abbiamo avuto l’impressione di trovarci nella brughiera inglese, alla ricerca del mastino di Baskerville. E il Castello in mezzo al lago, avvolto nella nebbiolina, ci ha fatto viaggiare nel tempo.
Già ci vedevamo con i vestiti d’epoca a consumare un brunch tra i viali ombrosi del giardino, quando il prezzo del biglietto d’entrata ci ha immediatamente riportato al presente: 11€ per la visita-base, e supplementi a non finire!

AVVERTENZA:
Per un resoconto dettagliato e noioso, o per le informazioni pratiche vi consigliamo di leggere qualche altro blog o, in alternativa, visitare il sito ufficiale.
Noi troviamo abbastanza inutile riportare notizie facilmente reperibili a chiunque possieda un collegamento a internet.

Torniamo a noi.
L’atmosfera è…affascinante, quasi ipnotica. E questo, sommato alla pioggia e alle sculture macabre disseminate in ogni stanza…beh…impressiona.
Immaginate una biblioteca polverosa, pareti di libri e quadri a riempire ogni spazio, l’unica luce proviene da candelabri a forma di mano che spuntano dal muro…come fantasmi intrappolati…paura eh???
Chateau de Chantilly
Per sdrammatizzare, fatevi il giro guidato.
Il vostro accompagnatore, dotato del suddetto senso dell’umorismo, vi porterà in giro per il castello aprendo le porte come in un saloon.
Se alla fine del tour, lo vedrete stringere la mano a tutti, non fatevi trarre in inganno.
Non sta salutando, raccoglie soldi. Sappiatelo. Solo per evitare la figuraccia che abbiamo fatto noi.

A questo punto, scappate in giardino. Purtroppo è in gran parte chiuso per ristrutturazione.
Consolatevi, dandovi all’ornitologia: le rondini di Chantilly vengono nutrite con sostanze allucinogene, quindi le vedrete piombare in picchiata – e senza un’apparente ragione- verso i numerosi specchi d’acqua che adornano il parco.
Se avete voglia di inzupparvi i jeans fino alle ginocchia, proseguite.
L’atmosfera tetra vi accompagnerà per tutta la passeggiata…tuttavia, avrete la possibilità di godervi degli scorci meravigliosi e, ancora una volta, vi chiederete se siete davvero in Francia. Tra gli alberi, in perfetto stile Blair Witch Project, vedrete spuntare piccole costruzioni decadenti e…cosa sarà stato quel rumore?
Infine, sorpresa! Un (branco? stormo? gregge?) gruppo di cavalli con la criniera rasata! Se volete rilassarvi, fermatevi per un po’ ad osservarli…

Jardin

Jardin


Ma non addormentatevi.
Vi aspetta un’altra camminata colossale, questa volta molto meno poetica.
Se, come noi, farete l’errore di provare un percorso alternativo, vi troverete a costeggiare una specie di pista di formula uno. Dall’altra parte, invece, potrete godere di un simpatico boschetto che, personalmente, sceglieremmo per una messa nera.
Per quaranta minuti abbiamo camminato in questo modo, perdendo completamente il senso dell’orientamento e del tempo .
Poi, quando ormai eravamo prossimi ai miraggi…la stazione!

Per gli amanti del brivido, di paura e di freddo.

PS: le foto non sono nostre

Qualcosa che ci piace assai#2

17 April 2009

Di quanto sono comodi e simpatici i Velib’, abbiamo già parlato qui.

Ora, dopo qualche mese di “rodaggio”, ci sentiamo in dovere di darvi qualche consiglio di sopravvivenza, per evitare spiacevoli -e pericolosi!!!- imprevisti.

Ovviamente prima di prendere un bicicletta, sceglietela con cura: controllate che le ruote siano gonfie e alzando leggermente da terra la ruota posteriore, fate girare i pedali per testare la catena. In questo modo, eviterete brutte sorprese come ritrovarvi i pedali sbilenchi e girare per tutta Parigi come dei dementi.

Una volta recuperata la vostra fiammante bicicletta, noterete con immenso piacere che su ogni strada, a destra, c’è una bella corsia con il simbolo dell’omino che pedala.

Prima di lanciarvi spensierati, ATTENZIONE! Le suddette corsie sono in condivisione con autobus e taxi, quindi regolatevi di conseguenza: nessuno è entusiasta di ritrovarsi i ciclisti, quando prima poteva sfrecciare liberamente!! Inoltre, gli automobilisti considerano quel pezzettino di strada come una loro comodità per sorpassarsi allegramente l’un l’altro (a destra? Ebbene si’). Infine, ciliegina sulla torta, la corsia è utilizzata anche come parcheggio temporaneo per scarico-carico merci, traslochi e chi più ne ha più ne metta!!!

Risultato? Sarete perfettamente allenati per lo slalom, la corsa a ostacoli e l’imprecazione improvvisata (“ta gueule!!!” va per la maggiore).

Ultima dritta: cercate di chiudere bene l’affare che c’è sotto alla sella, dopo averla regolata. In questo modo eviterete di sculettare vistosamente e di ritrovarvi in posizione easy-rider all’arrivo!

I pulzelli d’Orléans

1 March 2009

Ieri abbiamo deciso di passare il sabato fuori porta, abbiamo preso il treno e in poco più di un’ora eravamo a Orléans. 

Esperienza assolutamente positiva: consigliamo di partire prestino per essere lì quando il centro non è ancora invaso da gente, quando passeggiare tra le stradine strette e le case colorate fa tornare indietro nel tempo e fa pensare che da un momento all’altro Giovanna d’Arco spunterà da dietro l’angolo, pronta ad infilzarti allegramente con la sua spada.

Dopo la visita “obbligata” alla splendida cathédrale Sainte-Croix d’Orléans (attenzione alla vecchia pazza che prega urlando), fatevi un giro per i numerosi parchi e giardini (fatevelo anche per noi e raccontateci se possibile: ieri erano tutti chiusi per manutenzione!).

Poi, se la giornata lo permette (a noi lo ha permesso), andate sulla riva della Loira, scegliete una panchina al sole, e state lì a guardare il bateau affondato e le paperelle che cercano invano di nuotare controcorrente. Attenzione a non addormentarvi!!!

Gita assolutamente consigliata, piacevole e rilassante. Per sfuggire al caos della città e ritornarci più contenti di prima!

Inoltre i treni francesi sono splendidi e puliti (anche le stazioni) e…PARTONO IN PERFETTO ORARIO!!!

 

Forse non tutti sanno che:

-durante la colonizzazione francese dell’America, New Orleans venne chiamata così in onore di Luigi XV, duca d’Orleans

-Orléans ha dato i natali a una leggenda metropolitana molto famosa in Francia: si diceva che nei camerini di negozi di lingerie femminili tenuti da Ebrei, le donne venissero addormentate con un’iniezione e, attraverso un sottomarino, trasportate in altri posti dove venivano costrette a prostituirsi

-Louis Pasteur ha scoperto a Orléans il batterio che provoca la formazione dell’aceto a partire dal vino

-Orléans è gemellata con Treviso