
Chateau de Chantilly
Sabato abbiamo scelto Chantilly, amena località della Piccardia, sede del ben più famoso castello e che, indirettamente, dà il nome alla squisita crema.
50 minuti di RER D e ci siete.
Purtroppo il Castello non è vicino alla stazione. (2km)
Purtroppo non abbiamo trovato mezzi di trasporto.
Purtroppo sabato non eravamo a giugno, ma a novembre. Pioveva e faceva un freddo cane.
Fortunatamente, camminare per Chantilly è come girovagare per quei paesini di montagna dove è obbligatorio salutarsi e dove tutti sorridono e sono pronti a dare indicazioni. E anche ad accompagnarti se necessario.
Fortunatamente Chantilly vanta un numero imbarazzante di panifici e pasticcerie (non per niente son famosi per una crema).
Fortunatamente gli “Chantilliani” hanno un senso dell’umorismo simile al nostro e ridono come pazzi per battute apparentemente non divertenti (in realtà sottili e sagaci).

Chateau de Chantilly
Durante la scarpinata attraverso prati inzuppati, c’è stato un momento in cui abbiamo avuto l’impressione di trovarci nella brughiera inglese, alla ricerca del mastino di Baskerville. E il Castello in mezzo al lago, avvolto nella nebbiolina, ci ha fatto viaggiare nel tempo.
Già ci vedevamo con i vestiti d’epoca a consumare un brunch tra i viali ombrosi del giardino, quando il prezzo del biglietto d’entrata ci ha immediatamente riportato al presente: 11€ per la visita-base, e supplementi a non finire!
AVVERTENZA:
Per un resoconto dettagliato e noioso, o per le informazioni pratiche vi consigliamo di leggere qualche altro blog o, in alternativa, visitare il sito ufficiale.
Noi troviamo abbastanza inutile riportare notizie facilmente reperibili a chiunque possieda un collegamento a internet.
Torniamo a noi.
L’atmosfera è…affascinante, quasi ipnotica. E questo, sommato alla pioggia e alle sculture macabre disseminate in ogni stanza…beh…impressiona.
Immaginate una biblioteca polverosa, pareti di libri e quadri a riempire ogni spazio, l’unica luce proviene da candelabri a forma di mano che spuntano dal muro…come fantasmi intrappolati…paura eh???

Per sdrammatizzare, fatevi il giro guidato.
Il vostro accompagnatore, dotato del suddetto senso dell’umorismo, vi porterà in giro per il castello aprendo le porte come in un saloon.
Se alla fine del tour, lo vedrete stringere la mano a tutti, non fatevi trarre in inganno.
Non sta salutando, raccoglie soldi. Sappiatelo. Solo per evitare la figuraccia che abbiamo fatto noi.
A questo punto, scappate in giardino. Purtroppo è in gran parte chiuso per ristrutturazione.
Consolatevi, dandovi all’ornitologia: le rondini di Chantilly vengono nutrite con sostanze allucinogene, quindi le vedrete piombare in picchiata – e senza un’apparente ragione- verso i numerosi specchi d’acqua che adornano il parco.
Se avete voglia di inzupparvi i jeans fino alle ginocchia, proseguite.
L’atmosfera tetra vi accompagnerà per tutta la passeggiata…tuttavia, avrete la possibilità di godervi degli scorci meravigliosi e, ancora una volta, vi chiederete se siete davvero in Francia. Tra gli alberi, in perfetto stile Blair Witch Project, vedrete spuntare piccole costruzioni decadenti e…cosa sarà stato quel rumore?
Infine, sorpresa! Un (branco? stormo? gregge?) gruppo di cavalli con la criniera rasata! Se volete rilassarvi, fermatevi per un po’ ad osservarli…

Jardin
Ma non addormentatevi.
Vi aspetta un’altra camminata colossale, questa volta molto meno poetica.
Se, come noi, farete l’errore di provare un percorso alternativo, vi troverete a costeggiare una specie di pista di formula uno. Dall’altra parte, invece, potrete godere di un simpatico boschetto che, personalmente, sceglieremmo per una messa nera.
Per quaranta minuti abbiamo camminato in questo modo, perdendo completamente il senso dell’orientamento e del tempo .
Poi, quando ormai eravamo prossimi ai miraggi…la stazione!
Per gli amanti del brivido, di paura e di freddo.
PS: le foto non sono nostre
Di quanto sono comodi e simpatici i Velib’, abbiamo già parlato 