
La scelta per la nostra escursione settimanale di ieri è caduta sulla città sede della celeberrima reggia: Versailles.
Novelli Rois-Soleil abbiamo preso la solita RER (C) e in poco tempo eravamo giunti a destinazione.
Tutti conoscono la Reggia di Versailles e la magnificenza delle stanze, degli arredi e -soprattutto- dei giardini.
Forse, non tutti sanno che prima che la testa della mitica Maria Antonietta rotolasse nel cesto del boia, in Place de la Concorde (all’epoca Place de la Révolution), quei saloni sfarzosi e quei giardini lussureggianti erano talmente sporchi, che la puzza si sentiva da molto lontano. Nobili zozzoni? Pare proprio di sì.
E se ve lo state chiedendo, Sì ho letto la meravigliosa biografia di Maria Antonietta di Antonia Fraser, e Sì, testa rotolante a parte, avrei tanto voluto vestire i suoi – costosi- panni.
Ma torniamo a noi.
Se avete già visitato la Reggia, non tornateci.
Vi troverete a sgomitare tra ascelle sudate e comitive di personaggi più adatte al reparto geriatria che ai viaggi turistici. Inoltre, se come noi nutrite un profondo interesse nonchè una malcelata ammirazione per tutto ciò che è Luigi qualcosa , rimarrete disgustati dalla vera e propria profanazione che si verifica ogni giorno nel palazzo. Il solo pensiero che quei corridoi, un tempo percorsi da Madame de Pompadour e dal Conte Fersen, oggi sono attraversati da individui in Havaianas schiamazzanti e maleducati, ci indigna profondamente.
Inoltre, recenti disposizioni (di chissà chi) hanno clamorosamente alzato il prezzo di entrata (25€ per la visita completa! Ma siamo pazzi?!?) e hanno fastidiosamente diviso i vari accessi alle parti del castello.
Risultato? Non si capisce niente, le indicazioni sono inesistenti e contraddittorie e vi troverete, terminata la visita interna, a dover pagare ancora per visitare i giardini. Perchè? Perchè i giorni in cui sono previsti gli spettacoli d’acqua bisogna pagare un vero e proprio dazio di passaggio. Poco importa se gli spettacoli sono alle 21 e il vostro orologio segna le 15. E’ assurdo. E quel che è peggio è che gli addetti non sanno niente e non sono in grado di indicarvi la strada da percorrere.
Ma noi siamo fortunati perchè non paghiamo il biglietto di ingresso. Certo però, per questo motivo, non ci facciamo impietosire dalle “simpatiche vecchiette” che vogliono saltare la fila. Noi chiamiamo la sicurezza e le facciamo depositare da un’altra parte.
E se non gli sta bene, che mangino brioches.

In sintesi, lasciate perdere la reggia e visitate piuttosto il Domaine de Marie Antoniette, ossia un capriccio della regina che, annoiata dagli obblighi di corte e dal poco interesse del delfino nei suoi confronti, a un certo punto decide di farsi costruire una specie di parco di divertimenti ai margini del giardino della reggia.
Si tratta di un villaggio rurale, composto da casette in legno e muratura (e rovinate ad arte. Erano nuove, ma volevano farle sembrare vecchie), disseminato di vasi di fiori con il monogramma della regina. Il risultato un’Arcadia idilliaca e rilassante.
Abbiamo potuto immaginare la dolce regina correre per i sentieri nascosti, gustare il latte appena munto di Blanchette e Brunette (le sue mucche preferite) e andare a riposarsi all’ombra del tempietto dell’amore. Infine, per concludere la giornata, un festone come si deve al Petit Trianon, e via a smaltire la sbornia alla Torre di Marlborough.
Il meraviglioso giardino è ancora sede di una fattoria didattica che ospita numerosi animali, socievoli e non.
Gli asinelli correranno a farsi accarezzare il muso, il toro vi ignorerà anche se gli sventolerete un fazzolettone rosso davanti al naso, ma attenzione alle anatre. E non diciamo altro.
Non perdetevi il teatro di Maria Antonietta. Eh sì, perchè alla regina piaceva anche recitare. E pare che fosse anche brava.
Per concludere la giornata, e per alleviare il mal di testa che vi sarà sicuramente venuto a causa del sole cocente, vi consigliamo il viaggio in treno seduti accanto a una “simpatica vecchietta” (sì sì, una di quelle) che non solo parla per tutto il tragitto senza prendere fiato, non solo ha la voce roca da 34 sigarette al giorno, non solo dice una marea di stupidaggini, ma è anche italiana, quindi cerca di attaccare bottone con tutti i connazionali -tanti- a bordo.
Una testa da far rotolare.
PS: le foto -ovviamente- non sono nostre.
Letture e film consigliati (scontati, ma i migliori):
Antonia Fraser, La solitudine di una regina, ed. Mondadori.
Marie Antoniette, di Sofia Coppola, 2006





120 anni e non dimostrarli.
Di quanto sono comodi e simpatici i Velib’, abbiamo già parlato